Vouyer chat

Il ragazzo ormai aveva tirato gi i jeans e aveva infilato la mano destra nei boxer blu, mentre con la sinistra e spostando due dita mi chiedeva di avvicinarmi.. Fece capolino dal boxer la cappella del cazzo e quello sconosciuto mi guardava compiacendosi di quello show e della sua spettatrice; passarono addirittura un paio di macchine dietro di me, ma ormai ero presa. Aveva la stessa peculiare caratteristica di quando guardi un incidente tra due auto; la parte educata del nostro cervello spera che nessuno si sia fatto male, mentre la parte pi empia della natura umana cerca gli elementi pi malati, affamata essa morbosamente cerca carcasse e osserva i vetri rotti per stabilire la dinamica dell'accaduto, del come, del dove, il perch e le relative conseguenze.In quel l'attimo ( o pi attimi ) che guardi quell'evento inaspettato che ti scompone la percezione di una giornata placida e tranquilla... Ora cerchi tutto, vuoi vedere tutto, vuoi assaporare tutto.La scelta di quella scuola superiore era stata imposta, mal sopportata ed a rendere pi pesante la situazione il liceo era situato poco distante da casa dei nonni con cui abitavo; per tornare a casa dovevo per forza fare un paio di km in salita, una ripida salita spezza gambe che tagliava un bellissimo boschetto dove i miei pensieri ogni tanto finivano per fuggire a questo o quest'altro problema.Un giorno di ottobre la campana di fine giornata scolastica suon come previsto alle 14-40, ancora una volta dovevo tornare a casa a piedi, ancora una volta avrei fatto un pezzetto di strada in compagnia e poi il resto sola come un cane.Inclin la testa verso sinistra facendo un'occhiolino e sperando in un mio avvicinamento...Non lo feci, non oltrepassai la recinzione ma lui ci sperava.La sua faccia sudata, rossa e gemente ora godeva della sua esibizione e del suo gran finale, mentre io ero ancora l .

Pass una settimana esatta, risalii la stessa strada e riuscii a rivivere la stessa scena, (compreso il branco di oche cretine) io che passavo davanti quella propriet e lui che mi faceva cenna con un salutino ed un bacetto lanciato con la mano. Eravamo rimasti in silenzio, l'uno negli occhi e nei pensieri dell'altra...Ogni tanto si toccava anche i testicoli per rendere il suo spettacolo e gioco veramente completo; il suo viso ora mostrava un sorriso ampio e teneva la bocca pi aperta...Piegandosi ancora un po' , chiudendo gli occhi fece ancora un paio di movimenti ampi, infine il gran finale..Mi squadr da capo a piedi, non disse nulla, si infil solo le mani nelle tasche gonfiando la zona intima e guardando la mia espressione di curiosit che avevo verso di lui. Allora sorridendo in modo malizioso si guard intorno, confermandomi che non c'era nessuno.Aspettai per qualche minuto non so nemmeno io cosa.. Avvicinandosi un dito alla bocca si tolse un guanto e poi un altro, lanciando entrambi dietro una catasta di legna tagliata e disposta a tocchetti...

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